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La velocità di Bruce Lee
Tipi di
velocità:
1.
Velocità di percezione. Capacità dell'occhio di cogliere le aperture e di
scoraggiare l'avversario confondendolo e frenandolo.
2.
Velocità mentale (prontezza di spirito). Capacità della mente di scegliere
la mossa giusta per frustrare e contrattaccare l'avversario.
3.
Velocità nell'introdurre l'azione. Partenza "economica" dalla posizione
corretta e nello stato d'animo adeguato.
4.
Velocità di esecuzione. Rapidità di movimento nell'attuazione della mossa
scelta. Comporta un'effettiva velocità di contrazione muscolare.
5.
Velocità nel cambiare direzione. Capacità di cambiare tattica nel bel mezzo
dell'azione. Comporta controllo dell'equilibrio e della forza d'inerzia.
(Adotta il picco lo atteggiamento fisico a ginocchia flesse).
Qualità
capaci di migliorare la velocità:
1.
Mobilità.
2.
Scatto, elasticità.
3.
Resistenza alla fatica (capacità di sopportazione + ottima forma).
4.
Prontezza fisica e vigilanza psichica.
5.
Immaginazione e fiuto.
La
tensione generalizzata e le contrazioni muscolari non necessarie riducono la
velocità e fanno sprecare energia.
Per
costruire azioni coordinate, i cosiddetti blocchi, é indispensabile
praticare esercizi atti ad accrescere le flessibilità e la destrezza del
giuoco di mani e del lavoro di gambe. Molti lottatori non si rendono conto
del fatto che la velocità dipende in forte misura dall'economia del
movimento (buona forma e buona coordinazione). Quindi l'addestra mento
meccanico costante (praticare l'attività) è essenziale. È utile anche un
certo grado di stimolazione emozionale.
Boxare
con la propria ombra (avversario fantasma) sviluppa in particolare l'agilità
e la velocità. Sii sempre presente a te stesso. Pensa continuamente a quel
che stai facendo. Immagina di avere davanti il tuo peggiore nemico, se ne
hai uno, e dargliele di santa ragione. Cerca di immaginare le mosse che farà
e bloccale nello stato d'animo del pugile che si batte in un incontro reale.
lì pugilato con la propria ombra migliora il fiato e la velocità, sviluppa
la fantasia, fa venire idee, consente di immaginare le mosse cui ricorrere
al momento opportuno.
Forma
economica e rilassamento accrescono la velocità. Il principiante deve
vincere la tendenza naturale a darci troppo dentro, a sprecare energia, a
picchiare forte e rapidamente per vincere subito. Quando si sforza di dare
il massimo, di far vedere tutto ciò che si sa fare, valuta male le proprie
capacità. Ne risulta uno sforzo generico in luogo del necessario
sforzo specifico. La tensione generalizzata e le contrazioni
muscolari non necessarie fungono da freno e fanno sprecare energia. lì corpo
rende di più quando lo si lascia fare, che quando si cerca di guidano.
Corre con la velocità che gli è propria il podista che non ha la
sensazione che potrebbe correre più in fretta.
I
fattori che sviluppano maggiormente la velocità sono:
*il
riscaldamento preliminare, che riduce la viscosità e aumenta l'elasticità e
la flessibilità adattando l'organismo
a
un ritmo
fisiologico più sostenuto (aumento delle pulsazioni cardiache,
dell'irrorazione, della
pressione arteriosa e del ritmo respiratorio)
il tono
muscolare e la parziale contrazione preliminare,
l'atteggiamento appropriato
la
concentrazione
la
riduzione della capacità di ricezione degli stimoli, che avvantaggia la
velocità di percezione, e la riduzione dei
movimenti da essa derivante che favorisce la rapidità dei modelli di
reazione.
Se, dopo
che il raggio (o l'arco) lungo dell'oscillazione di un lancio o di un colpo
sferrato con movimento ellissoidale ha generato un impulso (momento dì
forza), il raggio dell'arco viene accorciato bruscamente, la velocità
aumenta senza che l'atleta aumenti lo sforzo. Si osserva questo effetto
nell'ultima fase del lancio del martello (attrazione), all'arretramento
contro la gamba avanzata del battitore nel baseball ecc. Si verifica lo
stesso fenomeno (principio dell'accorciamento.del braccio di leva) anche
quando si assesta una frustata.
L'azione
a modi frusta (o di molla che scatta) del corpo umano proiettato o lanciato
è un fenomeno degno di nota.
Tale
azione inizia con una spinta delle dita del piede, prosegue con l'estensione
delle ginocchia e del tronco seguita dalla rotazione della spalla e dalla
proiezione del braccio per culminare nello scatto dell'avambraccio, del
polso e delle dita della mano. È tale che ogni segmento aggiunge la
propria velocità a quella degli altri. Si sfrutta il principio
dell'accorciamento del braccio di leva per accentuare le velocità
particolari della frusta (o molla). La rotazione di ogni segmento intorno al
proprio fulcro (articolazione) è velocissima, ma ogni segmento viene
enormemente accellerato:
- perché
ruota intorno a un fulcro già fortemente accelerato.
Quando
si lancia una palla, quando l'avambraccio vie ne proiettato di scatto al di
là del fulcro (gomito), nel gomito sono presenti tutte le velocità
accumulate del corpo. Questo fenomeno si verifica nella maggior parte dei
lanci a distanza o con traiettorie curvilinee. Il lottatore colpisce con i
piedi; coi piedi fa partire l'impulso, il momento di forza. Un aspetto
importante di questa azione di accelerazione multipla è l'introduzione più
ritardata possibile dei singoli movimenti, che consente di sfruttare al
massimo l'estrema accelerazione del fulcro. Il braccio deve arriva re tanto
lontano che i muscoli del torace debbono venire stirati più che estesi. Lo
scatto finale del polso viene ritardato il più possibile, ha luogo solo
all'ultimo minuto, solo nell'istante che precede immediatamente lo scatto o,
nel la lotta, l'impatto. Nel calcio il giocatore che colpisce il pallone
prima che tocchi terra fa scattare il ginocchio e il piede
all'ultimo momento, quando tocca il pallone o un'ombra prima di toccano.
Questa è l'accelerazione dell'ultimo momento,
che nel
calcio è quella del bloccaggio attraverso il giocatore, nel pugilato
quella del pugno attraverso il pugile. Il principio vuole che la
massima accelerazione abbia luogo alla fine del contatto.
Indipendentemente dalla distanza, la fase più veloce del movimento deve
essere l'ultima. Riservare la massima accelerazione al momento del contatto
è proficuo, tuttavia questo concetto non deve essere confuso, come spesso
avviene, con l'idea che è bene muovere l'intero corpo solo all'ultimo
momento, a con tatto avvenuto. Il principio del libero trasferimento della
forza d'inerzia (impulso, momento di forza) di tutto il corpo solo
all'ultimo istante può essere proficuo solo quando non compromette la
velocità della mossa successiva.
La
velocità è un fenomeno complesso. Comprende il tempo di coscientizzazione e
il tempo di reazione. Più complessa è la situazione cui occorre reagire, più
lenta sarà probabilmente la reazione. Da qui l'utilità delle finte.
L'atleta
può migliorare la sua velocità imparando a focalizzare l'attenzione e
ad assumere atteggiamenti preparatori adeguati. La sua velocità
relativa è legata anche al grado di contrazione muscolare che è capace di
raggiungere.
Governano la velocità determinati principi fisici: raggio accorciato per
azione più rapida, arco più lungo per mag giore impulso, centramento del
peso per velocità in rota zione, movimenti sequenziali ma concentrati per
moltiplicare la velocità. Il problema che l'atleta deve risolvere a livello
individuale è quale tipo di velocità sia più utile al suo metodo di lavoro.
Spesso è
più importante il momento in cui il colpo viene portato che non la velocità
con cui viene sferrato.
Tratto dal libro"Il Jeet Kune Do. Il libro segreto di Bruce Lee"
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