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La Potenza
per Bruce Lee
Risulta precisa soltanto la manovra eseguita dall'atleta che non perde
l'equilibrio. La base, il corpo dell'atleta, deve essere tanto forte da
rimanere perfettamente bilanciata durante l'azione.
Perché il corpo risulti potente è necessario che al momento giusto ai
muscoli in causa arrivino impulsi nervosi capaci di far contrarre un numero
di fibre sufficiente a ai muscoli antagonisti impulsi inibitori atti a
ridurne la resistenza. Ciò rende ottimali l'efficienza e la forza (potenza).
Quando deve affrontare una situazione che non gli è famigliare l'atleta
tende a mobilitare eccessivamente le forze muscolari, a compiere uno sforzo
superiore al necessario. E' mancanza di <<conoscienza>> da parte del sistema
riflesso neuromuscolare, deputato alla coordinazione.
E'
potente non l'atleta forte, ma quello che sa usare la forza con rapidità.
Poiché la potenza è il prodotto della forza per la velocità, accresce la
propria potenza l'atleta che impara ad eseguire i movimenti rapidamente,
anche se la capacità contrattile dei suoi muscoli rimane immutata. Perciò un
l'atleta di bassa statura capace di assestare calci e pugni con rapidità può
colpire la con la stessa efficienza di un atleta più alto e nerboruto che
si muove più lentamente.
Per
raggiungere una buona forma l'atleta che si fa muscoli allenandosi coi pesi
deve migliorare contemporaneamente la velocità e la flessibilità. Velocità,
flessibilità e resistenza nel tempo unite alla forza possono assicurare
ottimi risultati nella maggior parte delle discipline. L'atleta privo di
queste qualità, che si affida unicamente alla propria forza, è simile al
toro che insegue il matador senza successo nonostante la sua poderosa forza,
assomiglia a un autocarro che da la caccia ad un coniglio.
Tratto
dal libro"Il Jeet Kune Do. Il libro segreto di Bruce Lee"
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